
Mappa della Siria- Iraq[/caption]
Tuttavia il vero obiettivo immediato di Washington sarà quello di svincolare la Russia dall'alleanza con l'Iran, il paese chiave nel successo della resistenza siriana, considerato il nemico n. 1 dagli USA, da Israele e dall'Arabia Saudita. Naturalmente ,"conditio sine qua non" per realizzare questo piano è convincere la Turchia ad accettare una entità curda sul suo confine settentrionale, fornendo delle garanzie ad Ankara mettendo altra posta sul piatto della bilancia. Impresa peraltro molto difficile ,vista la diffidenza di Erdogan verso gli USA dopo l'aver schivato il golpe architettato dalla CIA.
L'obiettivo, neanche tanto nascosto degli USA, è qullo di spezzare l'asse della Resistenza, quello costituito fra Siria-Iran-Hezbollah con l'appoggio russo e cercare di isolare l'Iran, allontanandolo dal teatro delle operazioni in Siria. Sarà l'obiettivo di Trump ma occorre considerare che gli USA, grazie alla disastrosa politica di Obama/Clinton/Kerry, hanno perso l'iniziativa in Medio Oriente e questa è passata nelle mani e nella diplomazia di Mosca che ha già portato dalla sua parte i più importanti paesi della regione, l'Iraq, l'Egitto e l'Iran, oltre alla Siria ed al Libano. Non si vede come la Russia potrebbe voltare le spalle al suo alleato strategico che ha fornito alla Russia truppe di terra e cooperazione militare e logistica (e preziosi consigli) per il sucesso dell'intervento russo in Siria e per il suo consolidamento. Inoltre la Russia e l'Iran hanno lo stesso obiettivo strategico che è quello di annientare il pericolo rappresentato dal radicalismo islamista sunnita/salafita alimentato dall'Arabia Saudita e dal Qatar. Pericolo che è molto sentito anche dalla Russia che conta al suo interno, una popolazione islamica di circa 25 milioni di persone e che è interessata alla stabilità del Caucaso.
Il sogno di USA e di Israele di ottenere la rottura dell'asse fra Iran e Russia cozza contro la realtà ove si vede che questo asse si è andato sempre più rafforzando e ne sono prova le consegne dei sistemi missilistici russi SS 300 all'Iran e la concessione di una base aerea logistica in Iran, quella di Hamadan, per l'aviazione strategica russa.
Sembra inoltre ovvio che la Russia non andrà ad adottare piani che non siano i propri, corrispondenti ai propri interessi nazionali e meno che mai a quelli di Washington che è la responsabile diretta del caos e dell'incremento del terrorismo nella regione. L'impostazione di Putin sarà sicuramente quella di giocarsi sul tavolo degli scacchi le sue prossime mosse e quelle di Trump e dei suoi strateghi. Dopo sei anni di guerra l'asse della Resistenza (Iran-Siria-Hezbollah) non sarà disposto a sfaldarsi per aprire il passo alle necessità egemoniche degli USA e tanto meno alle mire di Israele e dell'Arabia Saudita.
In realtà l'aspirazione massima di Israele, che farà pressioni fortissime su Trump, è quella di sbarazzarsi del pericolo iraniano alle sue frontiere, quello delle formazioni militari iraniane in Siria e di Hezbollah del Libano, ed è sicuro che Netanyahu richiederà l'assistenza USA per mettere in moto un processo di isolamento dell'Iran che passa anche dalla revisione degli accordi sul nucleare.
Trump è un dichiarato amico di Israele e nel suo gabinetto ci sono almeno 5/6 esponenti della fortissima lobby sionista, oltra a suo genero. Questo significa che Trump potrebbe essere esposto all'influenza nefasta di "cattivi consiglieri" che potrebbero indurlo ad una politica di scontro molto duro, vista la divergenza di interessi sul campo fra Russia e USA.
Nelle prossime settimane si chiariranno alcuni degli elementi fondamentali per capire l'evoluzione delle cose ma di sicuro non corrisponderanno a quello che ci racconteranno i grandi media occidentali, ormai abituati a mentire su tutto, come dimostrato dagli avvenimenti di questi ultimi anni.Fonte: http://www.controinformazione.info/il-progetto-imperialista-di-balcanizzazione-della-siria-prosegue-con-trump/
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