

Tiziana Civardini[/caption]
Chiariamo un punto, l’Iran dei nostri giorni non ha nessuna intenzione di rinunciare ad ostacolare il dominio unipolare – neocolonialistico – nord-americano, puntando su uno sviluppo autonomo delle risorse, in particolare quelle energetiche nei limiti stabiliti dal diritto internazionale. Chi scrive – fra l’altro – concorda col filosofo italiano, Gianni Vattimo che, intervistato dallo storico Diego Siragusa, si dichiara a favore dell’atomica iraniana in quanto deterrente e quindi – contrariamente a quello che si pensa – garanzia di pace. L’Iran, ci ha saggiamente ricordato la Guida Suprema, è pronto a difendersi dalle minacce del duo Trump-Netanyahu gli unici che, fino ad ora, hanno ipocritamente voltato le spalle all’Onu.
Gli Usa si sono tolti la maschera, uscendo fuori dal nostro immaginario integralmente colonizzato. Gli Usa hanno seri problemi, interni, di tenuta democratica e per capirlo sarebbe bastato spegnere la televisione, cestinare gli articoli spazzatura di Luttwak e studiare i libri di analisti come Noam Chomsky, Howard Zinn e James Petras. Come mai in Italia c’è tanta disinformazione sulla realtà statunitense? La verità è che siamo stati vittima di una inedita forma di colonialismo culturale convenzionale che ha “americanizzato il nostro immaginario”. Tutto questo Khamenei nei suoi interventi sembra saperlo molto bene. E forse dovremmo ascoltarlo di più.
Arrivati a questo punto una domanda è d’obbligo: Trump come spera di ricucire i rapporti con la Russia se, per assecondare Israele, si prepara ad aggredire, con spirito imperialistico, l’Iran? Gli Usa, nel 2016, sono uno Stato nazionale del tutto atipico. Questa è la verità indicibile per i giornalisti occidentali. Il grande analista Paul Craig Roberts ci ha spiegato che: “Trump non può allo stesso tempo far pace con la Russia e combattere contro Iran e Cina. Il governo russo non è composto da idioti. Non venderà la Cina e l’Iran in cambio di un accordo con l’occidente. L’Iran serve per contenere il jihadismo che potrebbe diffondersi tra le popolazioni musulmane della Federazione Russa”.
Trump vuole, in accordo con Netanyahu, spezzare l’Asse della Resistenza sciita – Iran, Hezbollah e Siria – per poi guadagnarsi la neutralità russa dinnanzi una possibile guerra contro la Repubblica islamica iraniana. E chi dovrebbe corrompere Mosca convincendola ad integrarsi, pacificamente, nel capitalismo globalizzato? Forse il generale Michael Flynn, il quale, da anni oramai, scrive per Russia Today ed è un islamofobo della peggior risma. L’Iran ha un ruolo importante nell’Unione Euroasiatica, una necessità geopolitica. Khamenei è sul punto di sfidare Trump, archiviando l’era Obama, il suo messaggio è chiaro: l’unipolarismo è finito ed il principio dell’uguaglianza delle nazioni deve essere applicato seriamente. Stavolta a differenza di qualche tempo fa farei bene, e faremmo bene tutti, ad ascoltare la voce di chi ha giustificati motivi, per non fidarsi dell’America di Trump. Oggi è già troppo tardi.
Feb 09, 2017 12:11 Europe/Rome Pars Today
*Tiziana Ciavardini
Giornalista e antropologa
Sono una antropologa culturale e giornalista Italiana. Ho studiato presso l’Università La Sapienza di Roma e per anni mi sono dedicata allo studio delle religioni. Sono stata ricercatrice ed ho insegnato presso il Dipartimento di Antropologia nella Facoltà di Scienze Sociali dell’Università Cinese di Hong Kong e sono tuttora Phd Candidate. Ho svolto una ricerca inedita presso i tagliatori di teste del Borneo in una zona del West Kalimantan. Sono autrice di numerose pubblicazioni accademiche, saggi e articoli di attualità. Ho vissuto più di 24 anni fuori dall’Italia, in Medio Oriente, in Estremo Oriente e nel Sud Est Asiatico. Gli ultimi 12 anni li ho trascorsi nella Repubblica Islamica dell’Iran, paese dove mi reco frequentemente, che amo da sempre e del quale spesso denuncio i gravi problemi. Conosco l’Islam Sunnita e l’Iran Sciita. Da quando Hassan Rohani ha assunto l’incarico di Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, ho iniziato a seguire gli eventi ed i programmi della sua nuova amministrazione. Molti miei articoli sono stati tradotti e pubblicati sui maggiori quotidiani iraniani e spesso l’Iran mi concede la rara possibilità come giornalista straniera di scrivere per loro testate appartenenti sia all’ala ultraconservatrice che quella riformista. Ho intervistato le massime autorità iraniane e ho commentato più volte in Iran le lettere contro l’Islamofobia della Guida Suprema Iraniana Ayatollah Khamenei.
Fonte: http://www.controinformazione.info/tiziana-ciavardini-iran-usa-perche-dovremmo-ascoltare-di-piu-khamenei/
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