lunedì 17 ottobre 2016

RISEWISE: da Genova il progetto per l’inclusione sociale delle donne con disabilità

SENZA BARRIERE – Una sfida alla società contemporanea, per cambiare le pratiche di inclusione sociale e rendere possibile, anche per le donne con disabilità motoria, una vita fatta di lavoro, istruzione, famiglia e quotidianità. È questo l’obiettivo di RISEWISE – RISE Women with Disabilities in Social Engagement, l’innovativo progetto scientifico di ricerca quadriennale, promosso e coordinato dall’Università di Genova e finanziato con fondi europei (nell’ambito di Horizon 2020), coinvolgendo vari interlocutori italiani e di altri Paesi dell’Unione. Il valore aggiunto di RISEWISE consiste nel creare una rete collaborativa tra centri di ricerca, associazioni e università. Queste realtà lavoreranno insieme, nei prossimi quattro anni, per testare e provare le tecnologie abilitanti – le cosiddette assistive technologies – sulle donne con disabilità motoria che prenderanno parte al progetto. L’obiettivo è favorire attraverso le ICT (Information and Communication Technologies) il ricollocamento lavorativo, la partecipazione e quanto necessario per condurre una vita soddisfacente. “Ciò che è sicuramente fondamentale è che tramite questo progetto sarà possibile per i ricercatori e gli utenti avere dei periodi di confronto, a livello europeo, su scenari e con tecnologie che altrimenti, a livello locale, sarebbe stato molto difficile realizzare”, sottolinea Gianni Vercelli del Dibris, professore del dipartimento di informatica, [...]


Fonte: https://oggiscienza.it/2016/10/14/risewise-inclusione-donne-disabili/

CHE DIFFERENZA C'È FRA VELOCITÀ DI DOWNLOAD E UPLOAD?

La velocità di download e di upload ti permettono di trasferire dati rispettivamente dalla rete al pc e dal pc alla rete.
velocità di connessione - Shutterstock 
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Quando ci si trova a mettere a confronto le offerte di telefonia che offrono una connessione internet con modem adsl, arriva sempre il momento in cui ci si imbatte in alcuni valori numerici che fanno riferimento alla velocità in downoad e alla velocità in upload che andranno a caratterizzare le prestazioni della nostra connessione.
Velocità di download e upload non sono quindi la stessa cosa e questo salta subito all’occhio se guardiamo a come funziona una connessione internet di tipo adsl e, in particolare, se ci soffermiamo sul significato del suo acronimo inglese. “Adsl” sta infatti per Asymmetric Digital Subscriber Line e sta a indicare il fatto che l’adsl è una linea di trasmissione asimmetrica proprio perchè la velocità di ricezione dati (velocità di download) è maggiore rispetto a quella di invio (velocità in upload).

Capire che differenza c’è fra velocità di download e upload è sicuramente un buon punto di partenza per imparare a valutare le offerte adsl presenti sul mercato e scegliere così quella che meglio rispetta le proprie esigenze di consumo. Vediamo quindi di chiarire una volta per tutte che cosa si intende per velocità in download e upload oltre a illustrare quali sono le velocità offerte dalle compagnie telefoniche.
Velocità di download: di cosa si tratta?
Come dicevamo, quando si è alla ricerca di una tariffa internet con adsl, fra le specifiche dell’offerta fanno capolino due voci legate alla velocità di connessione che avrà la tua linea internet, ovvero quella di download e upload. Partiamo dalla velocità di download.
Letteralmente la parola “download” deriva dall’inglese “scaricare”, ragion per cui la velocità di download indica il tempo necessario per trasferire i dati da un server a un dispositivo d’uso (pc, tablet o smartphone).
Si tratta quindi di un elemento che gioca un ruolo determinante quando , ad esempio, ti trovi a scaricare un video o un file da internet. Più la velocità di dowload è alta, più riuscirai a scaricare velocemente questi materiali grazie alla navigazione più fluida. Se quindi guardi video e film in streaming, ami il gaming online e hai la necessità di effettuare videochiamate con servizio VoIP, avere una buona velocità in download sarà piuttosto rilevante.
Che cosa si intende per velocità in upload?
Per quanto riguarda invece la velocità di upload (dall’inglese “caricare”) questa indica il tempo impiegato per trasferire i dati dal dispositivo d’uso al server tramite una rete internet.
E’ il caso, ad esempio, di quando ti trovi a caricare un file da allegare a una mail o quando hai la necessità di mettere online immagini e video. Anche in questo caso più la velocità di upload è alta, più riuscirai a caricare i documenti in rete in tempi brevi e senza riscontrare problemi legati alle dimensioni dei file.
Quali velocità di download e upload offrono le tariffe internet?
Fatta salva la differenza fra velocità di download e di upload, ti sarà utile sapere che la maggior parte delle compagnie telefoniche esprime i valori legati ad esse in Kilobit per secondo (kbps oppure kbit/s) o, più frequentemente, in Megabit per secondo (Mbps, Mbit/s o Mega).
Quando ci si trova a confrontare una tariffa adsl, il valore associato alla velocità in download è inoltre sempre più alto di quello della velocità in upload. A questo proposito è importante sottolineare che la velocità di download riportata dalla maggior parte degli operatori telefonici indica l’ampiezza massima della banda larga che però non sempre corrisponde a quella reale.
Per questa ragione, prima di sottoscrivere qualsiasi tariffa, è sempre bene controllare se la zona in cui abiti sia coperta dalla linea adsl che desideri richiedere. Una volta attivata l’offerta, una buona soluzione per capire se la tua connessione raggiunge la banda minima garantita, potrebbe essere quella di effettuare il cosiddetto Speed Test Adsl, il dispositivo ufficiale dell’AGCOM che rientra nel progetto Misura Internet e che ti permette di monitorare la qualità e la velocità di connessione della tua linea.
In generale, con l’adsl è possibile raggiungere una velocità di download massima fino a 7 Mega e in alcuni casi addirittura fino a 20 Mega. Di solito però questa è di molto inferiore e intorno ai 2 Mega. Per quanto riguarda invece la velocità di upload, la maggior parte delle offerte adsl garantiscono una velocità massima da 1 a 3 Mega.

Riassumendo, velocità di download e di upload indicano il tempo impiegato per trasmettere dati rispettivamente da server a dispositivo d’uso e viceversa e conoscerle ti permette di scegliere con più consapevolezza l’offerta adsl più in linea con le tue abitudini di consumo sul web.


Fonte: http://www.gravita-zero.org/2016/10/che-differenza-ce-fra-velocita-di.html

Toccare il suolo marziano

scsp

Crediti: ESA–D. Ducros

L’Europa, attraverso la sua agenzia spaziale, in collaborazione con l’agenzia russa Roscosmos, vuole inaugurare una nuova stagione nell’esplorazione marziana. Il 14 marzo scorso è stata lanciata la sonda ExoMars, composta dal Trace Gas Orbiter (TGO), che dovrà svolgere il suo compito dall’orbita marziana, e dal modulo di atterraggio dedicato al nostro Schiaparelli.

Il lungo viaggio interplanetario è agli sgoccioli. Oggi Schiaparelli si staccherà dal TGO [ndr: la separazione è avvenuta con successo pochi minuti fa, alle 16:42] e ognuno continuerà da solo il suo viaggio. Il giorno della verità sarà mercoledì 19 quando Schiaparelli dovrà ammartare mentre TGO dovrà inserirsi in orbita.

Si tratta di due manovre difficili, che le sonde devono eseguire in totale autonomia, dal momento che le distanze in gioco impediscono contatti in tempo reale con il centro di controllo.  Tutto è stato previsto nei minimi dettagli, anche perché la complessità delle manovre da fare non lascia spazio all’improvvisazione e le sonde perse per errori più o meno banali sono un monito che non si può dimenticare.

Flight Director Michel Denis: confirmed separation! #ExoMars

— ESA Operations (@esaoperations) October 16, 2016

Tutte le potenze spaziali che hanno tentato di toccare il suolo marziano hanno incontrato gloria e delusioni. Per prima è arrivata l’Unione Sovietica nel lontano 1971, ma la sonda Mars 3 funzionò per appena 13 secondi.  Nel 1976 è stata la volta della NASA con le splendide missione Viking, composte da orbiter e lander che hanno fatto registrare un successo totale. Dopo 20 anni di pausa, la NASA lanciò Pathfinder con il suo piccolo rover, una novità che riaccese l’interesse del pubblico per il pianeta rosso.

Ma andare su Marte è un’impresa difficile e le glorie passate non sono una garanzia per il futuro.  All’inizio del nuovo millennio, la sfortuna colpisce senza guardare in faccia a nessuno. NASA, ESA, Roscosmos e Jaxa, l’agenzia spaziale giapponese, hanno problemi, a volte parziali, più spesso fatali, che costringono a ripensare i programmi.  Dopo aver perduto Mars Climate Observer e Mars Polar Lander la NASA, imparata la lezione, riprende alla grande infilando una sequenza di successi. Prima Spirit e Opportunity, poi Phoenix, poi Curiosity. Nel 2003 l’ESA lancia la sua prima missione a Marte. Il nome è un programma: Mars Express. Alla fine del 2003 la sonda entra in orbita marziana e rilascia un piccolo lander chiamato Beagle II, in onore della nave di Darwin.  Mentre l’orbiter ha subito funzionato e continua a mandare foto bellissime della superficie di Marte, Beagle si è perso tra le sabbie del pianeta. Forse i pannelli solari non si sono aperti o forse qualcosa d’altro non ha funzionato, peccato. Ma anche gli insuccessi servono, bisogna imparare ed ora Schiaparelli non ripeterà gli errori del passato. Dopo avere rallentato la sua corsa con i paracadute, si servirà di retrorazzi per la frenata finale a conclusione dei sei minuti cruciali per la sonda.

Facciamo il tifo perché tutto vada nel migliore dei modi, anche perché, oltre al nome, Schiaparelli trasporta strumenti targati Italia, frutto della collaborazione tra ASI, INAF, Università e industrie spaziali.

Il segnale doppler che conferma l'avvenuta separazione. Fonte: canale Twitter dell'ESA

Il segnale doppler che conferma l’avvenuta separazione. Fonte: canale Twitter dell’ESA

Mentre il modulo Schiaparelli farà una prova generale della tecnologia europea di ammartaggio, lo strumento Amelia registrerà la discesa e, una volta a terra, entrerà in funzione la stazione metereologica Dreams che lavorerà fino all’esaurimento della batteria, all’incirca per 4 sol, il nome dei giorni marziani, di appena mezz’ora più lunghi di quelli terrestri. Schiaparelli manderà i suoi dati al TGO, che, nel frattempo, si sarà inserito nella sua orbita, oppure ad uno dei satelliti che pattugliano lo spazio marziano. Il più vicino risponderà e trasmetterà i dati a Terra, dove sapremo “che tempo che fa” su Marte e potremo congratularci con Francesca Esposito e Francesca Ferri, le scienziate italiane che guidano Dreams e Amelia. Finito di dare supporto alla stazione Schiaparelli, TGO inizierà la sua missione di studio approfondito dell’atmosfera marziana: abbiamo ancora molto da imparare sul nostro vicino planetario e, se vogliamo davvero colonizzarlo, dobbiamo conoscerlo molto più a fondo.


L’articolo è stato pubblicato sul Sole 24 Ore questa mattina, domenica 16 ottobre 2016, ed è riprodotto qui su Media INAF con il consenso dell’autrice, direttrice dell’INAF IASF Milano

Fonte: Media INAF | Scritto da Patrizia Caraveo



Fonte: http://www.media.inaf.it/2016/10/16/toccare-il-suolo-marziano/

Obiezione di coscienza sull’aborto: ecco perché è un’aberrazione etica

GRAVIDANZA E DINTORNI – Maria è romena, ma vive da tempo in Italia. È infermiera in un reparto di oncologia, ha 42 anni e aspetta un bambino. Ha trovato da poco “l’uomo della sua vita”, come dice lei, e nonostante l’età non più giovanissima è arrivata subito una gravidanza. Per i primi controlli, Maria si rivolge al reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale in cui lavora. Nessuno le parla di diagnosi prenatale. Anzi: se lei chiede informazioni, i medici tendono a rassicurarla sul fatto che il bambino starà bene. Con l’avanzare delle settimane, però, Maria decide di non voler correre rischi e richiede un’amniocentesi, che infine rivela quello che non avrebbe mai voluto sentirsi dire: il bimbo è affetto dalla sindrome di Down. Maria e il compagno pensano, riflettono, ripensano e alla fine la donna comunica la volontà di interrompere la gravidanza alla ginecologa, che le prescrive una visita psichiatrica.  Al termine della visita, però, la psichiatra dichiara a Maria che non vede ragioni per le quali non possa portare avanti la gravidanza. Ormai disperata, lei torna dalla ginecologa che finalmente, pur dicendole di essere contraria all’aborto, le indica un altro centro al quale rivolgersi. Qui le viene spiegato che [...]


Fonte: https://oggiscienza.it/2016/10/14/obiezione-coscienza-aborto-italia-etica/